Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace

20 febbraio 2024
Gent.ma Presidente UCEI
Noemi Di Segni


Gentile Noemi Di Segni,
nel ringraziare per l’attenzione che ha voluto dedicare al testo da noi sottoscritto con la Sua lettera del 14 febbraio scorso, desideriamo cogliere positivamente il Suo auspicio che possa svilupparsi un confronto dialettico tra più voci ebraiche riguardo alle scelte istituzionali dell’UCEI e delle singole Comunità.
Registriamo la Sua richiesta di chiarimento sul passaggio in cui dicevamo di essere in disaccordo con le indicazioni date dall’UCEI per la Giornata della Memoria, che sottolineano “come ogni critica alle politiche di Israele ricada sotto la definizione di antisemitismo”.
Il nostro riferimento era ad un pensiero che per noi emerge da vari documenti e prese di posizione dell’UCEI, in particolare dal documento interno dal titolo 27 Gennaio Giorno della Memoria: come affrontarlo dopo il 7 ottobre.
In particolare, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nel punto 4 del documento, vengono citati alcuni termini che, se attribuiti a Israele, costituirebbero sempre esempi di antisemitismo, perché connessi alla Shoah: “sterminio/nazisti/genocidio/occupazione/lager etc”. Se siamo d’accordo, come abbiamo espresso nel nostro appello, che esistono semplificazioni, ribaltamenti ed equiparazioni non accettabili, troviamo tuttavia molto fuorviante attribuire a termini quali occupazione o sterminio l’associazione all’antisemitismo, perché creano una pericolosa confusione.
Questa confusione alimenta la possibilità di silenziare chi si sta mobilitando per chiedere il cessate il fuoco e uno stop al massacro di civili: un’ondata di violenza e dolore che avrà conseguenze profonde per generazioni. Non tutto è antisemitismo e la tendenza a bollare tutto con questa etichetta depotenzia la lotta stessa contro l’antisemitismo.
Abbiamo anche letto il Suo invito, in questo momento difficile, a “compattarci”. Non vogliamo salvaguardare un’immagine di compattezza, che forse è parte del problema. Come ebree ed ebrei di questo Paese, non vogliamo avere paura nell’esprimere insieme il legame che abbiamo con Israele e la condanna delle politiche del suo Governo.
Pensiamo che più coraggio nell’affrontare insieme i molti dilemmi morali laceranti, da Lei giustamente citati - e in cui ci stiamo avviluppando - sia necessario e risponda al bisogno espresso dalle tante e tanti firmatari del nostro documento.
Ricambiando il cordiale shalom, siamo a disposizione per proseguire e approfondire la discussione.

Il gruppo promotore dell’appello Mai indifferenti - Voci Ebraiche per la pace


Mai indifferenti