Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace

Mentre cala il buio sul peggior Giorno dell’Indipendenza di Israele, ho questo da dire:
Il 7 ottobre Israele non era in pericolo esistenziale. Oggi lo è.
Non a causa di Hamas, di Hezbollah né dell’Iran, ma come diretta conseguenza del comportamento del governo più catastrofico, più distruttivo e più corrotto che abbiamo mai avuto.
E con tutto il rispetto che dobbiamo agli amici leali e frustrati che abbiamo all’estero, soltanto noi cittadini israeliani possiamo salvare il nostro Paese da se stesso.

Fania Oz-Salzberger, 14 maggio 2024




Milano, 25 aprile 2024



L'
incontro "Parole e Oltre" del 14 aprile 2024, alla Casa della Cultura di Milano è stato molto partecipato.
Hanno parlato Jardena Tedeschi, Renata Sarfati, Eva Schwarzwald, Edith Bruck, Gad Lerner, Stefano Levi Della Torre, Silvia Vegetti Finzi, Federico Sinicato, David Calef, e altri oratori in presenza e da remoto. Tutte esposizioni chiare, focalizzate sulle tematiche alle quali siamo tutti sensibili.

Vedi l'articolo di Susanna Sinigaglia per Pressenza.


Grazie a tutti, comprese le persone che sono venute ma non hanno potuto a entrare.
E' disponibile la registrazione video dell'incontro.



English version



L'APPELLO DA NOI DIVULGATO L'8 FEBBRAIO 2024

HANNO INOLTRE ADERITO ALL'APPELLO DELL'8 FEBBRAIO...

LETTERA DELLA PRESIDENTE DELL'UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE 14/2/2024 E RISPOSTA DEL GRUPPO PROMOTORE

CONTRIBUTI, ARTICOLI, ASSOCIAZIONI, LINK...

BIBLIOGRAFIA





Siamo un gruppo di ebree ed ebrei italiani che, dopo la ricorrenza del Giorno della Memoria e nel vivere il tempo della guerra in Medio Oriente, si sono riuniti e hanno condiviso diversi sentimenti: angoscia, disagio, disperazione, senso d’isolamento.

Il 7 ottobre, non solo gli israeliani ma anche noi che viviamo qui siamo stati scioccati dall’attacco terroristico di Hamas e abbiamo provato dolore, rabbia e sconcerto.

E la risposta del governo israeliano ci ha sconvolti: Netanyahu, pur di restare al potere, ha iniziato un’azione militare che ha già ucciso oltre 28.000 palestinesi e molti soldati israeliani, mentre a tutt’oggi non ha un piano per uscire dalla guerra e la sorte della maggior parte degli ostaggi è ancora incerta.

Purtroppo sembra che una parte della popolazione israeliana e molti ebrei della diaspora non riescano a cogliere la drammaticità del presente e le sue conseguenze per il futuro. I massacri di civili perpetrati a Gaza dall’esercito israeliano sono sicuramente crimini di guerra: sono inaccettabili e ci fanno inorridire. Si può ragionare per ore sul significato della parola “genocidio”, ma non sembra che questo dibattito serva a interrompere il massacro in corso e la sofferenza di tutte le vittime, compresi gli ostaggi e le loro famiglie.

Molti di noi hanno avuto modo di ascoltare voci critiche e allarmate provenienti da Israele: ci dicono che il paese è attraversato da una sorta di guerra tra tribù – ebrei ultraortodossi, laici, coloni – in cui ognuno tira l’acqua al proprio mulino senza nessuna idea di progetto condiviso.

Quello che succede in Israele ci riguarda personalmente: per la presenza di parenti o amici, per il significato storico dello Stato di Israele nato dopo la Shoah, per tante altre ragioni. Per questo non vogliamo restare in silenzio.

Abbiamo provato forte difficoltà di fronte all’appena trascorso Giorno della memoria: non possiamo condividere la modalità con cui lo si vive se lo si riduce a una celebrazione rituale e vuota. Riconoscendo l’unicità della Shoah, consideriamo importante restituire al 27 gennaio il senso e il significato con cui era stato istituito nel 2000, vale a dire un giorno dedicato all’opportunità e all’importanza di riflettere su ciò che è stato e che quindi non dovrebbe più ripetersi, non solo nei confronti del popolo ebraico.

Il 27 gennaio 2024 è stato una scadenza particolarmente difficile e dolorosa da affrontare: a cosa serve oggi la memoria se non aiuta a fermare la produzione di morte a Gaza e in Cisgiordania? Se e quando alimenta una narrazione vittimistica che serve a legittimare e normalizzare crimini?

Siamo ben consapevoli che esiste un antisemitismo non elaborato nel nostro paese e nel mondo, ne sentiamo l’atmosfera e l’odore in questi mesi soprattutto dal 7 ottobre, quando abbiamo visto incrinarsi i rapporti, anche personali, con parte della sinistra. Ma ci sembra urgente spezzare un circolo vizioso: aver subito un genocidio non fornisce nessun vaccino capace di renderci esenti da sentimenti d’indifferenza verso il dolore degli altri, di disumanizzazione e violenza sui più deboli.

Per combattere l’odio antiebraico crescente in questo preciso momento, pensiamo che l’unica possibilità sia provare a interrogarci nel profondo per aprire un dialogo di pace costruendo ponti anche tra posizioni che sembrano distanti.

Non siamo d’accordo con le indicazioni che l’Unione delle Comunità ebraiche italiane ha diffuso per la giornata del 27 gennaio, in cui viene sottolineato come ogni critica alle politiche di Israele ricada sotto la definizione di antisemitismo. Sappiamo bene che cosa sia l’antisemitismo e non ne tolleriamo l’uso strumentale. Vogliamo preservare il nostro essere umani e l’universalismo che convive con il nostro essere ebree ed ebrei.

In questo momento, quando tutto è difficile, stiamo vicino a chi soffre provando a pensare e sentire insieme.


Fabrizio Albert
Rachele Alberti
Marina Ascoli
Massimo Attias
David Calef
Valeria Camerino
Giorgio Canarutto
Lucio Damascelli
Beppe Damascelli
Enrico De Vito
Annapaola Formiggini
Saby Fresko
Paola Fermo Fresko
Bice Fubini
Nicoletta Gandus
Adriana Giussani
Bella Gubbay
Joan Haim
Cecilia Herskovitz
Francesca Incardona
Stefano Levi Della Torre
Annie Lerner
Gad Lerner
Stefano Liebman
Samuele Menasce

Bruno Montesano
Guido Ortona
Bice Parodi
Laura Pesaro
Simone Rossi del Monte
Renata Sarfati
Stefano Sarfati
Eva Schwarzwald
Gavriel Segre
Simona Sermoneta
Shmuel Sermoneta Gertel
Susanna Sinigaglia
Sergio Sinigaglia
Stefania Sinigaglia
Deborah Taub
Jardena Tedeschi
Mario Tedeschi
Massimo Gentili Tedeschi
Sara Tedeschi Falco
Fabrizia Termini
Alessandro Treves
Claudio Treves
Roberto Veneziani
Serena Veneziani
Marco Weiss



Il salvabile è ancora salvabile?
Appello di Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace

Il livello di violenza e crudeltà in Palestina, nella striscia di Gaza e in Cisgiordania, ha oltrepassato da molto tempo ogni limite.
Ci eravamo espressi a gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, e lo facciamo di nuovo, a distanza di cinque mesi, perché l’inerzia e l’indifferenza di fronte alla strage della popolazione palestinese decimata e affamata è insopportabile. Da mesi, la risposta di Israele all’aggressione di Hamas si è trasformata in guerra di sterminio contro il popolo palestinese. L’azione del governo Netanyahu sta infliggendo al Paese un vulnus che peserà per generazioni.
Il nome stesso di Israele, già compromesso, desta ora ostilità e disprezzo crescenti nel mondo, crea isolamento e insicurezza, e fomenta antisemitismo. Crediamo che mai come ora spetti agli ebrei della diaspora e a chiunque abbia a cuore il futuro di Israele e dei palestinesi appoggiare le donne e gli uomini che in Israele, da settimane, si vanno ormai mobilitando non più solo per la liberazione degli ostaggi, ma chiedendo anche le dimissioni del governo Netanyahu. Sosteniamo gli israeliani che vogliono uscire dal tunnel di strage e distruzione in cui è stato trascinato il Paese.
Si cessi il fuoco immediatamente e sia adottato un piano che ponga fine alle sofferenze, ora.

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24 giugno 2024

Francesco Moshe Bassano
Guido Bassano
David Calef
Paola Canarutto
Giorgio Canarutto
Franca Chizzoli
Annapaola Formiggini
Paola Fermo
Sabetay Fresko
Bice Fubini
Nicoletta Gandus
Bella Gubbay
Joan Haim
Cecilia Herskovitz
Francesca Incardona
Stefano Levi Della Torre
Annie Lerner

Gad Lerner
Bruno Montesano
Guido Ortona
Giacomo Ortona
Bice Parodi
Mario Davide Sabbadini
Renata Sarfati
Eva Schwarzwald
Susanna Sinigaglia
Sergio Sinigaglia
Stefania Sinigaglia
Jardena Tedeschi
Mario Tedeschi
Fabrizia Termini
Claudio Treves
Roberto Veneziani
Marco Weiss
Micael Zeller



HANNO INOLTRE ADERITO...


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